Focus sulla Maglieriamiu miu milano 2022

Proseguiamo il viaggio attraverso le collezioni più interessantidal punto di vista della maglieria, viste alle sfilate della settimana della moda donna italiana tenutasi a febbraio 2022.

Ripartiamo con Loro Piana con Alessandra Varianini come direttrice creativa sceglie uno stile decisamente meno femminile del solito e molto più androgeno, mantenendo l’aspetto sofisticato e le linee classiche e pulite tipiche del brand. Quest’ultime si attualizzano in un mix decisamente più moderno e dalla stratificazione e styling molto contemporanei. L’idea è quella di una donna “esploratrice” con stivali da pioggia e maglie di cashmere. Senza tempo nella loro semplicità e pulizia i capi in maglia che riflettono la voglia dilinee destrutturate e di una comodità diversa rispetto a quella ricercata negli anni precedenti dalle collezioni del brand.

Da Roberto Cavalli il direttore creativo attuale, Fausto Puglisifa un’operazione di “ritorno alle origini”, nella sua prima collezione da direttore creativo, reinserendo elementi tipici del brand fin dalle sue origini, come le stampe animalier e florealie mescolandoli con elementi lontani dal mondo Cavalli come il tartan e il tema bondage. Quest’ultimo è il filo conduttore di tutta la sfilata. Anche nei capi in maglia l’effetto di fasce, cinture e fibbie che avvolgono il corpo è reso tramite strisce di tessuto o di maglia al posto delle cinture di pelle, molto presenti invece soprattutto in nero negli abiti. Questi ultimi sono molti e vari, sia lunghi che corti, ma quasi sempre hanno in comune con le tute la parte superiore effetto “gabbia”. E’ questo sempre un look che piace alle pop star americane, vediamo ad esempio Jennifer Lopez con uno dei look di sfilata agli IHeartRadio Music Awards indossato per esibirsi prima di ricevere l’IHeartRadio Icon Award 2022 nell’evento che ha avuto luogo nel mese di marzo 2022.

Per Max Mara il direttore creativoIan Griffithssi è ispirato alle opere dell’artista Sophie Taeuber-Arp, esponente svizzera del movimento dadaista attiva tra gli anni ’20 e gli anni ’40 del secolo scorso. Dal punto di vista dei capi in maglia, troviamo le forme semplici e geometriche delle opere dell’artista riportate negli intarsi dei capi che assumono un senso di geometrie quasi infantili e naif, seppur in maniera ben studiata nelle linee e negli abbinamenti dei colori che li rendono molto sofisticati nell’insieme. Molto frequenti i balaclava, in italiano il “passamontagna”, accessorio utility per proteggere dal freddo motociclisti e sciatori sdoganato nella moda qualche stagione fa e sempre al top del loro charm realizzati ed indossati così. Molti gli effetti di imbottiture e impunture sui capi in maglia che creano degli effetti 3D molto interessanti.

Francesco Risso da Marnialterna la decostruzione dei capi alla sartorialità più elaborata. Per quanto riguarda la maglieria prima della sfilata lui e la famiglia Marni hanno detto questo: “Un maglione riparato è più vecchio o più nuovo per il rammendo?“. La collezione ruota proprio intorno a questa frase, molti sono infatti i capi all’apparenza “rotti” o che sembrano male indossati. La location della sfilata studiata davvero bene sembra il bosco di Alice nel paese delle meraviglie, in cui modelle e modelli che sfilano spesso con copricapi particolari, rimandano a creature fiabesche e punk allo stesso tempo.

E’ la volta di Miu Miu. Qui Miuccia Prada abbina gonne da tennis cortissime con intimo a vista a giacche oversized e cappotti lunghi per accentuare il contrasto. Belle le polo sia da uomo che da donna, tra quest’ultime spiccano alcune con inserti di pizzo e trasparenze create in modi davvero ben studiati. Molti i cardigan zippati rigati con colli a polo. Belli quelli di ciniglia a trecce dal sapore vintage anni ‘70. Molto belli nella loro classicità i capi ad intarsio con motivi argyle, presenti sia da donna che da uomo oversized sia in versione cropped e fitted donna.

Trionfo maglieristico la sfilata Etro. Alla direzione creativa Vittoria Etro ci dice che ha immaginato come se gli alieni fossero arrivati sulla terra a 200 anni da ora e avessero guardato l’archivio Etro attraverso lenti di ingrandimento. Nella collezione ritroviamo quindi i tipici motivi Kashmir che hanno reso celebre il brand e sono la sua cifra stilistica in una nuova veste dilatata e ingrandita come attraverso lenti di ingrandimento. Bella la collezione in cui per la maglieria spiccano abiti, gonne e top traforati con frange, che riflettono il gusto etnico tipico del brandm e i completi con motivi paisley/kashmir reso a jacquard multicolor ad alta definizione. Belle anche un paio di maglie finezza 3 o fatte mano con filati fantasia dal titolo molto grande. Tra gli altri poi cardigan e top fino agli accessori in maglia. La generale ispirazione anni ’70-’80 riflette sicuramente la voglia di proporsi a un pubblico più giovane rispetto al solito.

Chiudiamo questo articolo con il video della sfilata aw 22-23 Ermanno Scervino. Il brand per la maglieria propone pochi pezzi ma di livello altissimo. Spiccano una maglia trecce bianca con ricami paillettes e alcune maglie rasate ma con colli realizzati a mano con mega catene in maglia super scenografiche. In generale bella la collezione seppur molto giusta per il brand, gli abbinamenti dei colori audaci e i toni scelti particolari e davvero belli nell’insieme.